Ciao a tutti!.....volevo dire che giovedì 23 dicembre dalle ore 20.00 alle 23.00 passerò un po’ di tempo con facebook ... ti unisci anche tu?

Chi si unisce nelle chiacchiere on – line? Sarà un trovarsi virtuale rispondendo ai messaggi di facebook Sarà un farsi gli auguri semplicemente tra amici“.

Il “frutto” della chiacchierata su facebook sarà la bicchierata LGBT di venerdì 24 - vigilia di Natale, l'augurio di un buon Natale per la famiglia allargata del Milk Center

Ci siamo dati appuntamento con un nuovo modo di collettivizzare le nostre idee e passioni: gli incontri su facebook della comunità LGBT di Verona e d'intorni. I cosiddetti appuntamenti su facebook , stanno riscuotendo un grande successo in tutto il mondo.

Ma noi vogliamo andare oltre

All'appuntamento virtuale di giovedì 23 segue la bicchierata di venerdì 24 dicembre.

Il prossimo appuntamento virtuale è previsto per il 01 di sabato pomeriggio 2011 per gli auguri di buon anno!

Abbiamo già raccolto moltissime adesioni, ora aspettiamo anche la tua!

La bicchierata si terrà a partire dalle h 21.00 , al Milk Center via Nichesola 9 San Michele Extra (VR) vicino a piazza del popolo.

L'idea della bicchierata richiamata da Facebook è nata con l'obiettivo di radunare il maggior numero di "utenti virtuali LGBT" in un luogo fisico e reale.

Dopo questa prima edizione, l'iniziativa è destinata ad allargarsi a macchia d'olio, fino a diventare un evento importante per tutti. Per partecipare bisogna solo munirsi di una bottiglia di vino, o della bevanda favorita (anche analcolica) – presso il bar del Milk Center, insieme a qualche bicchiere di plastica per condividerne il contenuto. Il resto viene da sé, e in un contesto così allegro è facile immaginarsi che non manchino le occasioni di convivialità e di amicizia.

Lo spirito ludico che anima queste "bicchierate" parte dalla necessità di incontrarsi dal vivo, per ristabilire un rapporto diretto tra le persone, nell'era in cui gli scambi virtuali e le relazioni mediate dai social network sembrano andare per la maggiore. In questo senso la bicchierata LGBT è assolutamente emblematica: sfrutta i canali virtuali, per alimentare relazioni "reali" che altrimenti rimarrebbero confinate alla rete.

Sono sicura che sarà un successo!

Dobbiamo solo far sì che questa iniziativa non venga ri-considerata alla luce dei  suoi "effetti collaterali" che sono una quantità di gente UBRIACA che si riversa sulle strade.

Come andrà a finire lo scopriremo tenendoci aggiornati su Facebook; se però ti trovi a passare per Verona, tieni a mente la data di giovedì 23 e venerdì 24 dicembre e, soprattutto, non dimenticate che abusare con l'alcool può trasformare una bella festa in una tragedia.

Un abbraccio da Luigia!

Sub-Limen la nuova edizione di Miss Les.bò aprirà sabato prossimo Soggettiva 2010 - XX Factor - Immaginari Lesbici

Comunicato stampa - ArciLesbica - 23 ottobre 2010

Soggettiva, la rassegna di cultura lesbica contemporanea, curata e organizzata dall’associazione ArciLesbica Bologna, partirà venerdì 29 ottobre a Bologna, continuando il suo progetto di riflessione, condivisione e diffusione dell’immaginario lesbico.

Il 29 ottobre, all’Estragon di Bologna, Miss Les.bò sarà Sub-limen_sovversive devianti estreme un defilè non conforme, un one night queer event in cui modelle sui generis metteranno in gioco immaginari e corpo esprimeranno – in modo ironico e pieno di passione – il proprio limite e quello che c’è oltre. Ospiti della serata Fratelli Broche Factory Chiara Girolomìni e il telefono rosso di Brainstorming Art Project e, alla fine del queer defilè, dj set fino alla mattina con Milla De La Soul e Dj Lemp.

La parte cinematografica, curata da Elisa Manici, percorrerà un doppio filone: da una parte il tema della musica, in linea con il festival, elemento significativo di molti dei film in programma, e particolarmente centrale in due anteprime italiane: Leading ladies della regista Erika Randall Beham, toccante e stravagante storia ambientata nel mondo delle gare di ballo, e il pluripremiato The Topp Twins: Untouchable Girls della regista Leanne Pooley. Cosa c'è di più destinato al fallimento, dal punto di vista commerciale, di due gemelle lesbiche di mezza età? Eppure le Topp Twins, con i loro pezzi musicali e cabarettistici, sono amatissime in Nuova Zelanda, tanto dalla comunità LGBT quanto dal pubblico mainstream.

Dall’altra, il racconto di vari percorsi possibili negli anni adolescenziali della scoperta di se stessi. Spork è la storia di una outsider tredicenne, nella colorata commedia musicale (in anteprima nazionale) del regista e scrittore JB Ghuman Jr, mentre la scoperta dell’orgasmo e della sessualità da parte di tre dodicenni è il tema del cortometraggio Oh my god della norvegese Anne Sewitsky. Gli interrogativi sul corpo e di genere di due adolescenti, esplorando la questione dell’intersessualità, sono portati con delicatezza sul grande schermo da Julia Solomonoff in El ultimo verano de la Boyta, film prodotto dalla compagnia di Pedro Almodòvar. La robe du soir, di Myriam Aziza, racconta con realismo e poesia dell’amore di una dodicenne solitaria per la sua maestra, interpretata da Lio, che furoreggiò negli anni ’80 con il singolo Amoureux solitaires. Storie di amori, di amicizia, di legami spezzati e di omosessualità tra ventenni sullo sfondo di New York al centro di The four faced liar di Jacob Chase (in anteprima nazionale). Una discreta dose di ironia è il mezzo usato da Silvia Novelli per raccontare una storia di amore impossibile nel suo La capretta di Chagall. La scoperta del proprio lesbismo da parte di una donna sposata e madre di una adolescente è raccontata con sensibilità e attenzione nel film per la tv francese La surprise di Alain Tasma. Mostrare la sessualità dal punto di vista femminile è quanto si propone Dirty Diaries, raccolta di 12 brevi film girati sui telefoni cellulari, invenzione della regista di documentari Mia Engberg, che è anche la produttrice.

Non più tormenti e dubbi adolescenziali, ma le sfide alle convenzioni sociali della prima lesbica “moderna” nell’’Inghilterra del 19mo secolo in The secret diaries of Miss Anne Lister di James Kent. Il film, prodotto dalla BBC2, per la sua qualità e importanza è stato scelto per l’inaugurazione del 24mo London Lesbian & gay Film Festival. Un approfondimento sulla vita e sui diari di Anne Lister, scritti utilizzando un codice segreto di sua invenzione, viene offerto dal documentario The real Anne Lister, con la regia di Matthew Hill. Sempre di vita lesbica, ma questa volta nella Vienna degli Anni ‘50 e ’60, è il documentario Verliebt, Verzopft, Verwegen di Katharina Lampert e Cordula Thyn. Attraverso il racconto delle tre anziane protagoniste, è possibile scoprire i modelli di comportamento che le donne dovevano assumere per dissimulare il proprio orientamento sessuale. Amore in tarda età in Na madrugata di Duda Gortez dove si racconta il risveglio di una donna sulla sessantina dopo un bacio improvviso ad una donna più giovane.

Ospite teatrale, direttamente da Londra, Paola Cavallin con la premiere dello spettacolo Tutte a Lesbialand!, racconto, ambientato in un distopico futuro prossimo, della fuga di un gruppo di lesbiche su Lesbialand, isola un tempo conosciuta come Saffo, abitata da donne organizzate in una comunità autonoma.

Tutte le informazioni e il programma dettagliato lo troverete su: http://www.soggettiva.it

Ufficio Stampa ArciLesbica Nazionale

e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it

Mobile: 327.324.31.01 http://www.arcilesbica.it/

“INCONTRANDO-CI, INCONTRANDO-TI, INCONTRANDO-MI”

Gruppo di sviluppo e crescita LGBT

“Incontrando-ci, incontrando-ti, incontrando-mi, è un percorso di gruppo in cui persone omosessuali, bisessuali, transessuali, ma anche persone vicine come amici, parenti o comunque persone interessate a compiere un percorso di crescita, si incontrano ed entrano in relazione tra di loro. E’ uno luogo, un “contenitore emotivo”, in cui i partecipanti si trovano nell’ottica di “camminare insieme”. Il gruppo diventa uno spazio in cui desideri, bisogni, vissuti, ricordi e sogni possono essere espressi e condivisi e talvolta ri-vissuti. Il gruppo diventa occasione per la crescita della singola persona e del gruppo nel suo insieme. La modalità di lavoro è esperienziale, per cui attiva e partecipata e passa attraverso lo scambio, la condivisione, il racconto e l’ascolto, l’azione, la libera manifestazione di sé tramite il movimento e l’espressione creativa.
Gli incontri sono in totale nr. 16 di 2 ore ciascuno e si terranno il lunedì a settimane alterne, dalle ore 21.00 alle 23.00 secondo il calendario di seguito riportato; in corrispondenza della data, è indicato il titolo della serata.
2010 11/10 “Inizia il percorso di gruppo: presentazione dell’esperienza”
25/10 “Vissi d’arte, vissi d’amore”
08/11 “Basta che non si sappia”
22/11 “Hai voluto la bicicletta?”
06/12 “Improvvisamente l’estate scorsa”
20/12 “Ieri, oggi e domani, il tempo della mia vita”
2011 10/01 “Lei non sa chi sono io”
24/01 “Caro diario stasera ti scrivo”
07/02 “Meglio soli o male accompagnati?”
21/02 “Uccel di bosco”
07/03 “Di che sesso sei?”
21/03 “Segreti e bugie”
04/04 “Ti guardo e in te vedo… mi guardo e in me vedo…”
18/04 “Se c’ero dormivo”
02/05 “Avanti il prossimo”
16/05 “Termina il percorso di gruppo: restituzione del-al gruppo”
Luogo degli incontri: Via Santa Felicita 9 (zona Ponte Pietra) – Verona.
Il conduttore è Ermanno Marogna che da anni si occupa di sostegno e aiuto tramite il counseling e la modalità attiva (psicodramma, sociodramma, teatro dell’oppresso), a singole persone, a coppie, a gruppi e a famiglie.
Partecipanti: 12 - 14 persone.
Per la partecipazione viene richiesto un contributo economico volontario per le spese.
Per informazioni e/o per adesioni telefonare al numero 349 4641139 o scrive a info@sostegnogay.it oppure ad ermannovr@yahoo.it

Judith Butler rifiuta il premio del pride di Berlino

Dal palco del pride di Berlino la filosofa Judith Butler ha rifiutato il premio che le era stato assegnato per il suo impegno civile, criticando la manifestazione perchè divenuta troppo commerciale e indifferente al razzismo e alla xenofobia che colpiscono doppiamente le/i migranti omosessuali e transessuali.
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Da: http://www.thelocal.de/society/20100620-27977.html

Eroina del Gay Pride dice che la marcia è troppo superficiale e commerciale
Una filosofa e teorica del gender ha rifiutato un premio per il coraggio civile alla parata del Christopher Street Day a Berlino sabato, criticando la marcia perché troppo superficiale e commerciale
Judith Butler, una rispettata intellettuale femminista americana di sinistra che insegna a Berkeley è stata onorata alla parata, ma ha usato il suo momento davanti al microfono per rifiutare il premio e criticare la marcia.
Renata Kunast, dirigente del Partito Verde, ha elogiato Butler per la sua opera prima che la docente cinquantaquattrenne salisse sul palco alla Porta di Brandeburgo. Ma, invece di accettare il premio, Butler lo ha rifiutato, dicendo che la parata è diventata troppo commerciale e che ignora i problemi del razzismo e della doppia discriminazione subita dai migranti omosessuali o transessuali. Leggendo in tedesco da un foglio, ha detto che un Christopher Street Day alternativo, organizzato nella zona di Kreuzberg della città e che si svolgerà il prossimo sabato, è molto più incisivo nell'affrontare tali questioni.
Alla parata si stima che abbiano partecipato circa 600.000 persone, con 50 carri e gruppi danzanti in costume.
http://nohomonationalism.blogspot.com/2010/06/judith-butler-refuses-berlin-pride.html

http://www.youtube.com/watch?v=BV9dd6r361k
 (il video con il discorso di Judith Butler) in tedesco

Commento di NO HOMONATIONALISM:

http://nohomonationalism.blogspot.com/2010/06/judith-butler-rifiuta-il-premio-al.html

Judith Butler rifiuta il "premio al coraggio civile" dal pride di Berlino:"Devo prendere le distanze dalla complicità con il razzismo"
Come attivist* Trans e queer neri e alleati accogliamo con molto piacerela decisione di Judith Butler di rifiutare Zivilcourage Prize conferitoledal Pride di Berlino. Apprezziamo il fatto che una delle teoriche piùaffermate abbia utilizzato la sua notorietà per sostenere la critica 'queerof colour' contro il razzismo, la guerra, le frontiere, la violenza dellapolizia e l'apartheid. Soprattutto, consideriamo un atto dirompente la suadenuncia e la sua critica aperta alla connivenza degli organizzatori/tricicon le organizzazioni omonazionaliste. Il suo coraggioso discorsotestimonia la sua apertura a nuove idee e la prontezza nel confrontarsi conil nostro lungo percorso politico e il nostro lavoro accademico che nonsoltanto portiamo avanti nell'isolamento e nella precarietà ma troppospesso finisce per essere strumentalizzato e appropriato indebitamente daaltri/e.
Purtroppo, ancora una volta le organizzazioni di attivisti/e neri/e, chesecondo Butler avrebbero meritato il premio molto più che lei stessa, nonstati neanche menzionati nei comunicati del Pride. Butler ha dedicato ilpremio a GLADT www.gladt.de), LesMigraS (www.lesmigras.de), SUSPECT eReachOut (www.reachoutberlin.de). Nonostante ciò l'unico spazio politicoriportato nei comunicati è il Transgenial Christopher Street Day, un Pridealternativo a predominanza bianca. Invece di affrontare il tema delrazzismo, la stampa si è concentrata sulla semplice critica allacommercializzazione, nonostante le parole di Butler siano state moltochiare: "Devo prendere le distanze dalla complicità con il razzismo,compreso il razzismo islamofobico". Ha inoltre sottolineato che non sologli omosessuali ma anche "bi, trans e i soggetti queer possono esserestrumentalizzati da quelli che alimentano lo stato di terrore.
Il comitato organizzativo, per voce di Renate Künast del partito dei verdi(che sembrava avere difficoltà nel pronunciare il nome della vincitrice enell'introdurre aspetti basilari dei suoi scritti) ha presentato Butlercome una teorica determinata. Cinque minuti dopo, la stessa determinazionecritica ha fatto cadere a terra le facce dei presentatori. Piuttosto cheappoggiare il suo discorso, Jan Salloch e Ole Lehmann hanno pensato bene dirifiutare completamente ogni accusa di razzismo e di attaccare i circacinquanta queer of colour e alleati che erano andati alla manifestazione insostegno di Butler; "Potete urlare finché volete. Non siete la maggioranza.Questo è tutto". Il finale è stato una fantasia imperialista intonatasullo sfondo del Brandenburger Tor: "Il Pride non è solo la continuazionedi questo programma. Non importa cosa. In tutto il mondo e qui a Berlino. Èsempre stato così e sempre così sarà".
In questi ultimi anni, il razzismo è stato il filo rosso dei Prideinternazionali, da Toronto a Berlino, come anche del panorama gay ingenerale (guarda l'articolo premonitore, del 2002, 'Monster Terrorist Fag'- 'mostro terrorista frocio', scritto dalle due teoriche queer of colour,Jasbir Puar e Amit Rai). Nel 2008, il pride di Berlino aveva un motto 'Hassdu was dagegen?', che si potrebbe tradurre come "hai un problema o cosa?"(la frase in tedesco imita in modo razzista la parlata dei/delle migranti).Homophobia e Transphobia sono state ridefinite come i problemi dei giovanineri che apparentemente non parlano perfettamente tedesco, o la cuiidentità tedesca è sempre messa in discussione, e semplicemente nonappartengono a quella società. Il 2008 è anche l'anno in cui i discorsi suicrimini d'odio sono entrati a far parte significativamente delle politichesulla sessualità in Germania. La rapida assimilazione di questi concetti èstata aiutata dal fatto che il violento criminale omofobo aveva già unvolto: migranti, che erano già stati criminalizzati, incarcerati e anchedeportati - un fenomeno che cresce costantemente e con molta facilità.Questo panico moralista è stato reso credibile da discutibili pratichemediatiche e dai cosiddetti studi scientifici: dove ogni caso di violenzache può essere collegato a persone gay, lesbiche, bi o trans (non importase il presunto responsabile sia bianco o no e non importa se il movente sial'omofobia, la transfobia o una lite per un parcheggio) viene diffuso comel'ultimissima prova di ciò che sappiamo già - che i gay, in particolare gliuomini gay bianchi, sono quelli che stanno peggio di tutti e che la colpa èdel migrante omofobo.

Questa "verità" sempre più accettata è in larga misura il frutto del lavoro di organizzazioni omonazionaliste come Lesbian and Gay Federation Germany e la gay helpline Maneo, la cui stretta collaborazione con il Prideha fatto sì che Butler rifiutasse il premio. Il loro lavoro consiste in larga parte di campagne mediatiche che rappresentano i migranti come"arretrati", "patriarcali", "omofobi", "violenti" e che non si possono"integrare" nella società occidentale. Nonostante tutto questo, è ironicoil fatto che una di queste associazioni riceve fondi pubblici per"proteggere" persone nere dal razzismo.

Il 'Rainbow Protection Circle against Racism and Homophobia' nel quartieregay Schöneberg è stato spontaneamente accolto dal capo della giunta delquartiere aumentando la presenza del controllo della polizia. Daantirazzisti sappiamo purtroppo molto bene cosa significa quando avere piùpolizia (LGBT o no) in una zona dove molte persone nere vivono soprattuttoin tempi di "guerra al terrore" e "sicurezza, ordine e decoro".

È questa, quindi, la tendenza della politica gay bianca, quella disostituire una politica della solidarietà, di relazioni e di trasformazioneradicale con una polica di criminalizzazione, militarizzazione e sempre piùforte difesa dei confini nazionali, che Butler ha denunciato, anche inrisposta alle critiche e agli scritti di soggetti queer neri. Diversamentedalla maggioranza dei/delle queer bianche, Butler si è esposta avendo unaposizione chiara e decisa. Consideriamo questo un atto di vero coraggio.

Yeliz Çelik, Sanchita Basu, Lucy Chebout, Lisa Thaler, Jin Haritaworn, JenPetzen, e Cengiz Barskanmaz von SUSPECT

20 giugno, 2010.

SUSPECT è un nuovo gruppo di queer e trans migranti, persone nere, peopleof colour e alleati. IL nostro obiettivo è di monitorare gli efetti deldibattito dei crimini d'odio e costruire le comunità che sono libere dallaviolenza in tutte le forme interpersonali e istituzionali.

Per ulteriori informazioni su SUSPECT: http://nohomonationalism.blogspot.com/

Festa di inaugurazione sede l'11 Settembre'10

Durante la festa di inaugurazione della sede potremmo degustare le frocie ricette di suor Fabrizia.
Ecco qui i primi esempi:
SPRITZ DI Suor Fabrizia
Ghiaccio a cubetti
1/3 Aperol
1/3 Prosecco
1/3 prodotto segreto di suor Fabrizia.
APERO' RED di Suor Fabrizia
Ghiaccio a cubetti
1/4 Aperol
2/4 Red Bull
1/4 prodotto segreto di suor Fabrizia.
VODKA PESCA di Suor Fabrizia
Ghiaccio a cubetti
2/3 Vodka alla Pesca
1/3 prodotto segreto di suor Fabrizia

PARTECIPA AL ROMA PRIDE

Sabato 3 Luglio 2010 si svolgerà il Roma Pride. Lo slogan del Roma Pride 2010 è Ogni bacio una rivoluzione. Perché Roma Pride è il luogo della cittadinanza e dei diritti di tutti e tutte, dell'esposizione dei corpi e delle idee, della libertà, della solidarietà, della varietà di orientamenti sessuali, delle identità di genere e della fantastica ricchezza delle differenze etniche, politiche e religiose.
NON MANCARE!
  • Leggi la lettera aperta di Vladimir Luxuria sul Pride
  • Vedi le foto del Napoli Pride di sabato scorso
  • Leggi l'appello di Paola Concia e Massimiliano Smeriglio

Pride Nazionale a Napoli : Alla Luce del Sole


Comunicato stampa - ArciLesbica - 21 giugno 2010

La ricca serie di eventi Pride che stanno susseguendosi con grande successo a Napoli, si concluderà con la parata dell’orgoglio lesbico, gay e trans che

sabato 26 giugno sfilerà alla Luce del Sole per le strade napoletane. Il corteo, patrocinato da Regione e Comune, partirà dalla centralissima piazza Cavour e attraverserà i luoghi più significativi della città, dalle popolari via Foria e Porta Capuana fino a via Medina, piazza Municipio e piazza Trieste e Trento dove sono ubicate le sedi istituzionali e storiche cittadine.
La manifestazione terminerà a piazza Plebiscito dove alle 18.30 la testa del corteo sarà accolta da un primo concerto in cui si esibiranno dieci giovani gruppi emergenti napoletani, seguito poi da un cospicuo programma politico e artistico e previsto a partire dalle ore 20.00.

Il palco del Napoli Pride regalerà alla piazza un momento di grande impatto emotivo e culturale in cui gli interventi politici a favore delle istanze per i nostri diritti si alterneranno alle performance che artisti di gran pregio dedicheranno a tutta la comunità LGBTQ.

Napoli è orgogliosa di ospitare questo grande evento, che con grande dignità e passione ha potuto realizzare grazie al grosso lavoro sinergico delle realtà LGBTQ locali e i rappresentanti dell' amministrazione comunale. Ci auspichiamo una grande partecipazione di donne, uomini, giovani, bambini, anziani, omosessuali, transessuali, trans gender, eterosessuali, migranti, lavoratori, precari, disoccupati, meridionali, settentrionali, una massa critica che dimostri la solidità e la forza del nostro percorso di lotta e di civiltà.

Tutt* insieme, alla Luce del Sole, il 26 giugno a Napoli,
per compiere un altro grande passo in direzione del progresso politico e culturale di questo Paese.

http://www.napolipride.com/


Giordana Curati Presidente ArciLesbica Napoli e tra i Portavoce del Napoli Pride 2010


e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it

Mobile: 327.324.31.01 http://www.arcilesbica.it/

Vogliamo una giornata d'amore

17/05/2010 - Redazione arcigay
E' stata ricordata questa mattina 17 maggio 2010 al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la VI 'Giornata internazionale contro l'omofobia' istituita dal Parlamento Europeo, con la partecipazione di una delegazione rappresentativa delle associazioni della comunità lgbt italiana:
Arcigay, ArciLesbica, Circolo Mario Mieli, Dì Gay Project, Mit, Agedo, Famiglie Arcobaleno, I-ken, Rete Lenford, Gaylib.Nella storia è la seconda volta che un Presidente della Repubblica riceve rappresentanti dell'Associazionismo omosessuale: accadde nel nel 1990 con Arcigay che fu ricevuta da Francesco Cossiga.
Nel corso dell'incontro sono intervenuti la parlamentare del PD Paola Concia, relatrice della proposta di legge per il contrasto di omofobia e transfobia, e la presidente di AGEDO, Associazione genitori di omosessuali, Rita De Santis.
Dopo l'intervento del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, il presidente Napolitano ha rivolto un indirizzo di saluto. Erano presenti anche il presidente della commissione Giustizia del Senato Filippo Berselli e la presidente della commissione Giustizia della Camera dei deputati Giulia Bongiorno.
IL COMUNICATO
Oggi, 17 maggio 2010, VI giornata internazionale della lotta all'omofobia e alla transfobia, si è celebrato a Roma un evento storico. Il Presidente della Repubblica Italiana ha ricevuto al Quirinale un'ampia rappresentanza di associazioni omosessuali e transessuali, su iniziativa dell'Onorevole Paola Concia.
L'incontro è stato importante non solo per il valore simbolico in sè ma soprattutto per i temi affrontati. Significativa per noi è stata la sottolineatura fatta dal Presidente Napolitano su omofobia e transfobia e i diritti delle persone LGBTQI come non solo un problema delle singole persone o prerogativa delle associazioni omosessuali e transessuali, ma come una questione che investe tutta la società e di cui tutti si devono sentire responsabili.
Il Presidente ha inoltre evidenziato che gli aspetti su cui intervenire sono due: uno culturale e sociale, l’altro normativo e che su entrambi le Istituzioni devono fare la loro parte. Tale manifesta consapevolezza e il richiamo alle Istituzioni sono i punti nodali di maggiore soddisfazione per noi. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha sollecitato il Parlamento a legiferare per il riconoscimento delle coppie omosessuali, le parole precise ed equilibrate di Napolitano sono cardini ormai imprescindibili.
Gli interventi dei maggiori custodi della Carta Costituzionale rappresentano la cornice più autorevole in cui il Parlamento tutto dovrà muoversi per legiferare senza più indugi. Ringraziamo il Presidente Napolitano per aver, anche questa volta, rappresentato i valori di inclusione e di affermazione dei diritti.
Francesca Polo - ArciLesbica
Giuseppina La Delfa – Famiglie Arcobaleno
Marcella Di Folco – M.I.T Movimento di Identità Transessuale
Paolo Patané - Arcigay
Rita De Santis - Agedo
Rossana Praitano - Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
***
Ecco il testo dell'intervento delle Associazioni lgbt, letto da Rita De Santis
Signor Presidente è con sincera commozione che oggi, davanti alla sua illustre persona, mi accingo a leggere il mio intervento, in rappresentanza delle associazioni LGBT che con molta sensibilità e con grande spirito democratico lei ha deciso di ricevere in una giornata così piena di significati per tutti noi.
Mi chiamo Rita De Santis e sono la presidente Nazionale di AGedo associazione che riunisce genitori, parenti e amici di omosessuali e transessuali, ed assicura la sua presenza su tutto il territorio nazionale.
Mi è stato dato l'onere e l’onore di rappresentare tutte le associazioni da Lei invitate all’incontro in quanto in queste associazioni sono compresi anche i nostri figli appartenenti alla comunità LGBT. E con le quali lavoriamo in rete per costruire un futuro scevro da discriminazioni.Le porto in questa testimonianza il saluto di noi genitori parenti e amici di persone omosessuali, bisessuali e transessuali, sia di quelli che il coraggio rende visibili, sia di quelli che purtroppo per varie circostanze visibili non sono.
Mi creda non è facile vivere da invisibili, da clandestini, fantasmi ai quali viene negato innanzitutto il primo fondamentale diritto dato agli uomini che è quello dell’affettività.Purtroppo i moltissimi episodi di omo-transfobia che ormai quasi quotidianamente si perpetuano nel nostro paese, ci addolorano e ci fanno riflettere sul fatto che molto spesso l’ignoranza, il pregiudizio trionfano sul quel presupposto fondamentale della democrazia che è la ricchezza della differenza, eletta a cardine di una società laica ma attenta anche ai valori di chi crede.
Certo, oggi noi, davanti a Lei ci sentiamo fortunati di avere un così alto interlocutore e questa sua sensibilità ci fa percepire lontano storicamente e definitivamente tramontati i roghi medioevali e la oscura stagione dei triangoli rosa.
Ma noi tutti vorremmo che in questa società, per molti versi così avanzata, non ci fossero più i 78 paesi dove essere gay vuol dire galera e i 7 dove per l’omosessualità c’è ancora la pena di morte e non vorremmo che questi fratelli dei nostri figli spesso costretti ad emigrare per sfuggire a condizioni estreme di violenza si vengano poi a trovare in un paese come il nostro, dove nonostante tutte le importanti libertà conquistate alberga ancora tanto razzismo e tanta omofobia,dovendo così subire discriminazioni multiple.
Essere qui oggi non ci differenzia molto da tutti i genitori del pianeta, essere qui è una testimonianza di quell’amore che noi dobbiamo e che sentiamo per i nostri figli e che nella mente di ognuno di noi si tramuta nella speranza di un loro sacrosanto benessere.
Questo purtroppo però non è possibile poiché l’Italia è rimasta l’unico paese della comunità europea dove ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B.Di fronte a doveri tutti uguali, per i diritti palesemente diseguali.
Ciò comporta, a nostro sommesso avviso che proprio i cittadini non tutelati da univoci diritti diventano facilmente bersaglio di scherno e di umiliazione quando poi non si arriva nei casi estremi alla violenza e alla morte.
Noi siamo qui oggi in nome di quell’amore che anche il sommo poeta Dante descrive e percepisce come il motore del mondo, di quell’amore che vorremmo fosse riconosciuto ai nostri figli nella formazione delle loro famiglie e nell’esercizio di quella genitorialità che non va confusa con la mera possibilità di generare.
Siamo qui per chiedere che i nostri figli e figlie trans non vengano confuse con fabbriche di vizio, o peggio di perversioni e devianze. Vorremo togliere loro quell’imbarazzo nel trovarsi chiuse in un maschile e femminile che spesso non li rappresenta nel più profondo del loro essere.
Vorremmo oggi diffondere nel nostro paese e in tutto il mondo l’orgoglio che dal profondo del cuore sentiamo per tutti questi nostri figli perché è attraverso loro che abbiamo compreso la mirevole complessità della natura e del creato.
Noi genitori di questa immensa popolazione (si stima che il 10 per cento della popolazione sia LGBT) rinnovandole i saluti e ringraziamenti speriamo che questo storico incontro sia l’inizio di una stagione migliore, speriamo di non dover più registrare che la visibilità diventi violenza, che le feste, matrimoni, battesimi non siano riservati solo per i figli di serie A, speriamo che in un domani illuminato dall’arcobaleno del buon senso e dell’uguaglianza nessuno debba venire più giudicato per il proprio orientamento sessuale o per l’identità di genere, speriamo anche di diventare nonni dei nostri figli e figlie omosessuali, nonni di bambini voluti come frutto di un grande amore che diventerà poi la garanzia per la loro crescita.
Solo se riusciremo attraverso le istituzioni, la cultura, la società, la scuola a far comprendere il grande miracolo dell’amore che non si coniuga in un’unica declinazione potremmo trasformare in un futuro non lontanissimo la giornata mondiale contro l’omofobia in una normale tranquilla ma sfavillante giornata d’amore.

Medico, cura te stesso!

( Arcigay Brescia)
L’organizzazione a Brescia di una due giorni dedicata alle terapie riparative dell’omosessualità segna l’avvio, nel nostro paese, di una battaglia di lungo percorso, un tentativo grottesco di restaurazione culturale che ha come obiettivo un anacronistico ritorno alla medicalizzazione dell’omosessualità, da tempo superata dalla comunità scientifica internazionale.
“La presenza a Brescia di Joseph Nicolosi, studioso riparatore, più volte censurato dal mondo accademico in ogni parte del mondo – afferma Luca Trentini, Segretario nazionale di Arcigay - è una pagina triste per la cultura della nostra città.
Apprendiamo con soddisfazione l’ennesima condanna delle sue teorie da parte dell’Ordine degli psicologi della lombardia, a cui ci eravamo appellati nei giorni scorsi. Segno dell’evidente irrazionalità delle sue tesi. Confidiamo in una ferma reazione della società civile che possa definitivamente rompere il muro di pregiudizio che ancora protegge e giustifica il diffondersi di idee che pensavamo di aver consegnato all’oblio della storia. Reagiremo con forza e con orgoglio a questo attacco alla nostra integrità, all’onorabilità dei nostri genitori e alla nostra dignità personale”.
“Notiamo con rammarico la presenza fra le associazioni promotrici di questo seminario di numerose realtà cattoliche - dichiara Gianluca Archetti, Presidente di Orlando Arcigay di Brescia - ma ancor più ci preoccupa sapere chi stia dietro all’organizzazione di questo convegno, chi finanzi e sostenga la diffusione di teorie e terapie antiscientifiche e pericolose, capaci di provocare danni incalcolabili alle persone che vi si dovessero affidare. Chiediamo al Vescovo di Brescia di prendere posizione, di pronunciarsi chiaramente contro questo seminario che ha come unico obiettivo la diffusione di una percezione negativa delle persone omosessuali e la diffusione di teorie omofobiche e discriminatorie”.
Per affermare nuovamente le ragioni della scienza Arcigay Orlando ha promosso Venerdì 21 maggio alle ore 20.30 presso la Sala Brixia dell’Hotel Ambasciatori in Via Crocifissa di Rosa 92 a Brescia una Conferenza pubblica dal titolo Orientamento sessuale e libertà - Psicologia e omosessualità: un approccio costruttivo.
Interverranno: Dott.ssa Rossana Carbone, Psicologa e Psicoterapeuta, Esperta in Psicologia giuridica e mediazione - Milano; Dott.ssa Paola Biondi, Psicologa e Psicoterapeuta - membro dell’American Psychological Association (APA) e della Divisione 44 che si occupa di LGBT Issues; Dott.ssa Chiara Cavina, Psicoterapeuta, consulente ASL e Psicologa dell’età evolutiva - Università di Bergamo; Prof. Ermanno Marogna - Counselor; Paolo Patanè - Presidente nazionale ARCIGAY e Rita de Santis - Presidente nazionale AGEDO- Associazione genitori e amici delle persone omosessuali.
A chi ci dipinge come persone tristi, malate, deviate, perverse e instabili rispondiamo con un pomeriggio di “ordinaria visibilità”, Sabato 22 maggio a partire dalle ore 15 presso il parco Castelli, dietro lo stadio. Porteremo a Brescia i nostri volti, le nostre famiglie, la nostra normale diversità per mostrare alla luce del sole la realtà e la dignità delle nostre vite. Un pomeriggio aperto a tutti coloro che vogliono condividere con noi un’idea diversa di società.
Sarà la migliore risposta della comunità omosessuale all’ignoranza, allo stereotipo, alle paure infondate e al pregiudizio omofobico, vere malattie sociali per le quali ancora non si è trovata una terapia definiva.
Luca Trentini - Segretario nazionale ArcigayGianluca Archetti - Presidente di Orlando – Comitato provinciale Arcigay di Brescia

Baci gay censurati a Udine

18/05/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Nella notte, a Udine, ignoti hanno coperto e danneggiato i manifesti diffusi da Arcigay, con il patrocinio del Comune, per la campagna contro l’omofobia “Civiltà, prodotto tipico friulano”.
I manifesti, che ritraggono due famiglie omosessuali che si scambiano un bacio sulle labbra tra vino e prodotti tipici friulani, erano stati condannati, nei giorni scorsi, dal consigliere comunale PDL Paolo Ciani, perché costituirebbero “violenza nei confronti dei bambini, giacché quanto meno lanciano messaggi diseducativi, ovvero modelli comportamentali che posso condizionare i più piccoli”. Ernesto Pezzetta esponente regionale de La Destra, era andato ben oltre dichiarando: “l’intenzione di coprire i manifesti andando incontro alle prevedibili conseguenze della legge”.
“Siamo choccati”, spiega il presidente nazionale Arcigay Paolo Patanè, “mentre il Presidente della Repubblica, il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e il presidente del Senato Schifani condannavano con durezza l’omofobia e la discriminazione ai danni degli omosessuali in Friuli PDL e La Destra davano il via libera allo squadrismo pronto a censurare i nostri affetti e con il rischio di alimentare una spirale di inutile odio contro la comunità gay e lesbica locale.
Tirare poi in ballo i bambini come ha fatto Ciani è un atto vile perché la bellezza dell’affetto, qualunque sia la sua forma non può che essere educativa. Diseducativi per i bambini, al contrario, sono la violenza, l’omofobia, la discriminazione e il sopruso”.
“Chiediamo immediatamente”, aggiunge il presidente di Arcigay Udine Daniele Brosolo, “un intervento del Ministero delle Pari opportunità e degli esponenti politici locali di centro-destra a stigmatizzazione del deplorevole gesto. Pretendiamo poi, le scuse ufficiali di PDL e de La Destra che hanno ispirato il gesto vile di questa notte.
Procederemo con la riaffisione dei manifesti e con una denuncia alle forze dell’ordine contro ignoti. Ringraziamo, sin da ora, il sindaco di Udine Furio Honsell per l’appoggio e l’entusiasmo con cui ha sostenuto la nostra campagna contro l’omofobia e per l’impegno nella riaffissione dei manifesti”.

Inviti delle donne di " IL RIPARO" andiamo anche noi ?

Venerdì 28 Maggio 2010 ore 21
Il RIPARO vi invita alla serata in cui sarà trattato il seguente tema:
“Come prevenire ed eventualmente affrontare una aggressione
attraverso l'applicazione delle tecniche di autodifesa"
La trattazione sarà curata da due esperte del settore.

Vi aspettiamo numerose presso la sede di
Tralaltro - Arcigay - Corso Garibaldi, 41 - Padova!

Domenica 30 maggio 2010

Biciclettiamo insieme!!!

- Ore 10.00 ritrovo davanti al club "Pixelle" zona Stanga: qui lasciamo le macchine per chi arriva in auto e partenza in bicicletta per "Battaglia Terme";
- L'itinerario si svolge per tutto il percorso su argine e il tempo previsto di arrivo è per le 12.30 - 13.00
- La sosta con pranzo al sacco si farà in un parco attrezzato con chiosco aperto, tavolini, servizi igienici con la possibilità di prendere il sole, giocare a carte, tirare due calci a pallone.
- Il pomeriggio sarà deciso assieme a tutte: se proseguire l'itinerario con la visita della villa di Valsanzibio (a 3.5 km dal parco) o ritornare verso casa!
- Il rientro alle macchine è previsto comunque per le 17.30 - 18.00
Per la biciclettata, attendiamo le Vostre adesioni via sms o a questo indirizzo
E-Mail entro Sabato 29 Maggio.

Saluti calorosi,
IL RIPARO - Gruppo donne di Tralaltro-Arcigay - Corso Garibaldi,41 Padova
CELL: 340/8513949 - http://www.riparo.it/
FACEBOOK : http://it-it.facebook.com/people/Il-Riparo-Donne/1520735412

Napoli Pride, orgoglio alla luce del sole

13/05/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Sabato 26 giugno 2010 la comunità lgbtqi (lesbica, gay, bisessuale, trans, queer, intersessuale) e la società civile scenderanno in piazza da tutta Italia a Napoli per il Pride 2010, la manifestazione nazionale dell'orgoglio gay.
Lo rende noto il Comitato promotore della manifestazione (che riunisce le associazioni Arcigay Napoli, ArciLesbica Napoli, I-Ken, ATN e Famiglie Arcobaleno) presentando il logo e illustrando lo slogan.
Il logo, una sirena avvolta da una bandiera gay che rimandano graficamente al Vesuvio, vuole simboleggiare l'abbraccio stretto tra la mitologica Sirena di Partenope e la comunità gay. E' l’abbraccio tra le tradizioni partenopee e la dignità, le richieste di parità e le spinte di rinnovamento civile e sociale della comunità gay italiana che vedrà Napoli protagonista da qui al 26 giugno prossimo.
“Lo slogan scelto per la manifestazione è "alla luce del sole", - spiega Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay e del Comitato Pride Napoli, “e vuole simboleggiare un percorso identitario ancora difficile per omosessuali e lesbiche che vivono in tutto il sud del Paese dove il silenzio, l’invisibilità, la discriminazione e la sofferenza di gay, lesbiche e trans sono ancora orribile norma. Ed è la luce del sole l’unico ‘luogo’ nel quale gli omosessuali possono dignitosamente e serenamente vivere la loro condizione di naturale diversità”.
“Il sud, e le sue mille difficoltà” – continua Patanè – “sono il banco di prova del rinnovamento di cui questo paese ha urgente bisogno e la militanza ricomincia proprio da una piazza difficile ma affascinante come Napoli convinta che la città e il paese risponderanno al nostro appello”.
Lo slogan riprende e richiama anche lo “jesce sole” che animò Napoli il 29 giugno 1996 per la prima manifestazione partenopea dell’orgoglio gay, quattordici anni fa. Il Pride nazionale 2010, con la sua ricca piattaforma di eventi ed le rivendicazioni politiche tese alla piena parità nella cittadinanza tra omosessuali ed eterosessuali, sarà la continuazione ideale di un percorso di affermazione di dignità che la militanza gay, la comunità gay e la società civile hanno intrapreso da oltre trentanni.
La manifestazione ha già ottenuto il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli.

Iniziative Locali
Ecco il Rapporto Omofobia Campania 2010Napoli
Chroma di Derek JarmanPadova
Derive omofobiche e transfobicheLivorno
Maria Luisa Mazzarella portavoce del Napoli Pride 2010Napoli
Grave aggressione omofoba anche a BolzanoBolzano/Bozen
Una settimana contro l'omofobia a RovigoRovigo

Sedi territoriali
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A tutte le donne, a tutti gli uomini e a tutti coloro che non hanno ancora deciso vi invito a Trento

A tutte le donne, a tutti gli uomini e a tutti coloro che non hanno ancora deciso vi invito a Trento

Carissimi/e,
Vi scrivo questa lettera per annunciare che l'associazione culturale Arcigay “8 luglio” del trentino sta passando un periodo di grave crisi economica.
Per evitare la chiusura dell'associazione, si è deciso di organizzare una festa con spettacolo DRAG QUEEN (THE first) poiché noi del direttivo, e non solo, crediamo sia importante la presenza della realtà Arcigay nella nostra città.
E' per questo motivo che sono qui a scrivervi per invitare tutti/e gli/le amici/che eterosessuali, omosessuali e transessuali a partecipare a tale evento, che sarà domenica 25 aprile dalle ore 21:00 alle 01:00 in via Maestri del lavoro n° 27 (Trento) presso il bar-disco “trentootto” ; L'ingresso è di euro 12,00 per i non tesserati ARCI e di euro 10,00 per i tesserati ARCI e per coloro che si metteranno in lista. ***
Nel costo è inclusa una consumazione ed il deposito del guardaroba).
E' possibile contribuire alla causa anche con un'offerta libera al seguente numero di conto corrente: IT 75 I 08132 01801 000050350793 con causale: Donazione a favore dell' ARCIGAY di Trento.

Vi ringrazio di cuore
un abbraccio
Mattia (segretario Arcigay)
come raggiungerci:
(clicca qui per andare in via Maestri del lavoro, 27 TN)
Via Maestri del Lavoro, 38121 Trento, Italia

*** Per mettersi in lista basta mandare una mail ad uno dei seguenti indirizzi o inviare un sms ad uno dei seguenti numeri:
matleo80@yahoo.it 340/3378063
info@agtrentino.org 348/1447151

Il 26 di giugno il Pride a Napoli alla luce del sole!

Comunicato stampa Napoli Pride 2010 (del 1 marzo 2010)

Il 26 di giugno il Pride a Napoli alla luce del sole!

Due settimane di eventi culturali tra il capoluogo campano e Madrid grazie al gemellaggio con la capitale spagnola

Si svolgerà sabato 26 giugno a Napoli il Pride nazionale LGBTQI 2010, la manifestazione nazionale dell’orgoglio e della rivendicazione dei diritti per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuate.

Il Pride nazionale di quest’anno seguirà di 14 anni l'unico evento precedente, che si svolse nella città partenopea il 29 giugno 1996. Lo slogan prescelto per la manifestazione è “Alla luce del sole”, una continuazione ideale dell’evento del ’96 che aveva come titolo “Jesce sole”, ma soprattutto un inno alla visibilità delle persone LGBTQI e all’affermazione della dignità di ogni percorso identitario.

Ieri, durante la riunione del movimento LGBTQI italiano a Napoli si è costituita la segreteria organizzativa del comitato Napoli Pride – composta dalle associazioni Arcigay Napoli, ArciLesbica Napoli, ATN - Associazione Transessuali Napoli, I-Ken ONLUS, Famiglie Arcobaleno. A questa si affiancherà un comitato politico di cui faranno parte anche altre associazioni nazionali e regionali.

La prima decisione del Comitato Napoli Pride è stata quella di aderire alla campagna nazionale per la pari dignità giuridica di tutte le coppie, promossa da Certi Diritti e Rete Lenford per sostenere le ordinanze di rimessione degli atti alla Corte Costituzionale che affrontano il tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso, su cui si avrà una risposta il 23 marzo prossimo.

Nei prossimi giorni il comitato lavorerà alla definizione delle rivendicazioni da inserire nel manifesto politico e alla programmazione di una serie di eventi culturali e sociali che animeranno Napoli nella settimana precedente la manifestazione conclusiva del 26 giugno. Inoltre il Pride di Napoli sarà gemellato con la manifestazione nazionale dell’Orgoglio di Madrid e continuerà a proporre eventi culturali e sociali nella capitale spagnola fino al 5 luglio.

Matteo Ricci
Ufficio Stampa
Arcigay Associazione Lesbica e Gay Italiana
mail ufficiostampa@arcigay.it
web www.arcigay.it

Segreteria Nazionale ArciLesbica
e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it www.arcilesbica.it

Le serate di Forum Juliette/Urano Marzo 2010


Serate di dibattito aperte a tutti su argomenti e questioni del mondo LGBT In via Gela, 9. Clicca sopra il volantino per ingrandirlo e leggi il programma sotto:

13 aprile - Martedì
Forum Juliette/Urano
Serata dibattito:
Cosè il gruppo e perchè ne vuoi far parte?
Condotto da Roberto
Dove. ore 21 - sede Arcilesbica/Arcigay
Via Gela, 9 - Verona
Organizzazone: Arcilesbica/Arcigay Verona

27 aprile - Martedì
Forum Juliette/Urano
Serata dibattito:
Bullismo: Perchè esiste e come difenderci.
Dove: ore 21 - sede Arcilesbica/Arcigay
Via Gela, 9 - Verona
Organizzazone: Arcilesbica/Arcigay Verona

11 Maggio - Martedì
Forum Juliette/Urano
Serata dibattito:
Bisessualità
Condotto da Michele
Dove: ore 21 - sede Arcilesbica/Arcigay
Via Gela, 9 - Verona
Organizzazone: Arcilesbica/Arcigay Verona

Ulteriori informazioni e dettagli sulle serate e gli eventi li potete trovare sui nostri siti, blog o profili e gruppi di FACEBOOK.
http://www.arcigayverona.org/
http://arcilesbicaverona.blogspot.com/
www.facebook.com/pianetauranoverona
www.facebook.com/juliette.verona

Fuori Aula Network La Web-radio dell'Università di Verona ore 12 di sabato : Rita e Luigia parlano della loro famiglia "normale"

Romeo in Love http://www.romeoinlove.it/podcast/una-famiglia-normalee
Il video podcast sulla cultura LGBT vista e vissuta dai giovani
Live from Verona, la città dell’Amore
Conducono FoX M., Riccardo e Ilaria “Juliet”
Una produzione Fuori Aula Network, la Web radio dell’Università di Verona (http://www.fuoriaulanetwork.com/)

Romeo in Love nasce nel maggio del 2008 come trasmissione radiofonica per parlare di giovani e omosessualità da Verona, città dell’amore per eccellenza. Sin dal primo episodio si rivela un successo in termini di popolarità, tanto da diventare istantaneamente il programma più seguito di Fuori Aula Network (Web radio dell’Università di Verona, che attualmente produce il podcast). Nel corso delle prime tre stagioni vengono prodotti 27 episodi audio, che affrontano i temi della sessualità, dell’omoaffettività, dei rapporti familiari e dei diritti civili da molti punti di vista.

Dal 2009, però, la trasmissione diventa un video podcast, e in questa nuova forma abbraccia un pubblico ancora più ampio.
Sabato 27 febbraio anche Luigia e Rita hanno partecipato alla trasmissione parlando della loro vita privata e sociale. Descrivono la loro famiglia come una famiglia “normale “ e raccontano il loro percorso di crescita sia personale che associativo.
La trasmissione è diretta anche a un pubblico eterosessuale, in quanto mira a divulgare usi e costumi dell’universo GLBT* sconosciuti ai più, al fine di vincere la paura della diversità e a coglierne invece il valore intrinseco.

Il trio di speaker, di estrazione eterogenea (due giovani omosessuali dichiarati dal vissuto assai diverso e una ragazza eterosessuale), contribuisce al dibattito con le proprie esperienze ed opinioni.

Dal 1° giugno 2009 Romeo in Love ha un sito tutto suo. Su http://www.romeoinlove.it/ si trovano tutti gli episodi del podcast, oltre a news, blog e servizi per gli ascoltatori, forniti tramite la tecnologia Facebook Connect che consente di utilizzare il sito Web come se fosse un’applicazione del social network più popolare del pianeta.

Due interviste a Paolo Patanè

18/02/2010 - Redazione arcigay
Intervista di Mario Cirrito - Da Queerblog.it

Arcigay, da oggi, apre una nuova pagina della sua storia, concluso il Congresso Nazionale di Perugia. Paolo Patanè traghetterà l’associazione fino al prossimo congresso insieme al nuovo segretario e alle nuove dirigenze che rappresenteranno Arcigay nel territorio. Probabilmente, a molti che non conoscono l’impegno militante, o chiosano su Arcigay per pura spura personale, Arcigay rappresenta il potere litigioso, la rappresentazione del nulla. Con i suoi peccati e le sue reali battaglie, l’organizzazione nata da una costola di Arci, è, nonostante tutti i limiti, una realtà che incide sul tessuto sociale e sulle battaglie passate e future. Senza di essa, senza i militanti di area Arcigay e delle altre associazioni, oggi potremmo biasimare meno il lavoro altrui, impegnati come saremmo, a scansare i tanti pericoli e le tante acrimonie che la realtà ci butterebbe addosso. Se le organizzazioni LGBT saranno forti col nostro appoggio, le vittorie saranno sicure. Altrimenti il lamento diventa un esercizio inutile e anche fastidioso.

Paolo, gli auguri miei personali e quelli di Queerblog, per questa tuo nuovo, importante, incarico. Da oggi, quale dovrà essere il primo impegno di Arcigay?
Grazie a te e a Queerblog per gli auguri che servono sempre. Il primo impegno sicuramente è un impegno morale verso questa associazione che ha vissuto un congresso molto complesso, ed è inutile nasconderselo. E che adesso ha bisogno di capire che la fase del confronto tra due mozioni diverse è un fatto inedito per la nostra storia. Questo ha creato un grande disorientamento in una associazione impreparata a questo tipo di confronti congressuali. Il primo impegno è dimostrare a noi stessi che confrontarsi tra due mozioni non significa spaccare l’associazione. Significa sottoporla ad un processo a un processo di crescita democratica. Dopodiché, chi amministra l’associazione di dialogo deve farlo per tutta l’associazione, non per una parte.

Un impegno e un intento importante visto come, a volte, questo Congresso non è riuscito a trovare convergenze comuni. Ma poi?
Quello detto prima è il primo impegno, importante. Sul piano politico, ovviamente, i nodi sono tantissimi; ci sono delle urgenze: attendiamo questa sentenza della Corte Costituzionale del 23 marzo (sulle istanze presentate da alcune coppie di fatto ndr.) e rispetto a questo bisogna immediatamente trovare un tavolo di incontro con le altre associazioni; immaginare delle iniziative e preparare anche la reazione del movimento a quella che sarà la sentenza della Corte. Qualunque essa sia; molto serenamente, consapevoli del fatto che, quando anche sarebbe negativa, non sarà la pietra tombale di nulla.

Con il gruppo della mozione minoritaria riuscirete a ricomporre un dialogo che serve a voi, a loro, a coloro che si sono allontanati come militanza dai movimenti e dalle battaglie per i diritti civili?
Con la cosiddetta “mozione minoritaria”, certamente, il dialogo è imprescindibile. Lo dicevo prima: noi dobbiamo ricostruire l’immagine di questa associazione come una entità unica in cui c’è una diversità di posizioni. Avere posizioni diverse non significa necessariamente che l’associazione sia necessariamente spaccata. Si deve superare quest’idea. È evidente che c’è un percorso da fare di dialogo, sicuramente interno, ma anche esterno. Questi conflitti sono stati, purtroppo, conflitti che hanno attraversato la dirigenza dell’associazione. Adesso noi dobbiamo, in qualche modo, rasserenare tutti, ricoinvolgere le socie e i soci e trasmettere l’idea che in Arcigay si sta per una grande passione.

Con le altre forme di associazionismo, con le altre sigle LGBT, riuscirete a trovare punti di incontro per scopi e battaglie comuni?
Questo come ben sai, visto che hai seguito in tutte le sue forme questo congresso, è uno dei nostri scopi principali. Per due buone ragioni, perché, noi abbiamo avuto occasione di dirlo in diverse occasioni, il fatto di non essere soli, di non essere la sola associazione l’interno del movimento è assolutamente un vantaggio non un problema. Io credo che Arcigay debba relazionarsi con le altre associazioni partendo da un principio: non dobbiamo fare tutti la stessa cosa; quello che conta è il comune obiettivo; poi ognuno ha la sua storia, i suoi percorsi, i suoi approcci, i suoi metodi, ed è persino una fortuna che sia così! Che tutti facciano la stessa cosa non è opportuno e non è utile, non è vantaggioso. È molto più interessante che i vada verso un’unica finalità, con modalità differenti.

Manderete avanti il progetto di confederazione?
Sicuramente sì. Sono anche dell’idea che lo si debba allargare e che il movimento debba cominciare a condividere dei temi specifici su cui imparare a coordinarsi, perché è questo che facilita la determinazione di un metodo, di una condivisione, di un criterio e che permette poi, concretamente, di proporsi come entità più unitaria possibile. Professare però l’unità in maniera astratta senza cimentarsi con delle situazioni e circostanze concrete, significa fare un discorso che rimane fine a se stesso. Incontrarsi un po’ più spesso, non basta una sola volta all’anno, perché quello produce poi una pletora di discorsi improduttivi. Bisogna cominciare a individuare dei gruppi di lavoro comuni. Vedremo quale sarà la disponibilità degli altri. Arcigay si vuole proporre come promotrice di questa unità.

Si può studiare una struttura dove le varie realtà dell’associazione portino avanti linguaggi e rivendicazioni comuni; che sia coesa nel momento in cui si va a dialogare con i legislatori?
Io penso proprio di sì. Guarda, noi siamo insufficienti, singolarmente, al di là delle dimensioni dell’articolazione territoriale che Arcigay può avere; su certi temi, se non si trova una strategia coordinata, che sia sull’omofobia, che sia su tutta la piattaforma rivendicativa che attiene il matrimonio civile, la diversificazione degli istituti famigliari, sull’omogenitorialità; che sia anche sulla questione dell’imminente sentenza della Corte Costituzionale. Insomma, se non si trovano dei tavoli coordinati, noi continueremo ad andare avanti con una serie di buone o discrete iniziative scollegate, che ciascuno assume legittimamente, ma che alla fine non sono utili. La società, i nostri interlocutori politici, non ha la percezione dio una strategia coordinata.

In questo senso, quale strategia si potrà mettere in campo per dialogare con quella politica, di destra e di sinistra, che potrebbe dovrebbe darci risultati concreti in termini legislativi?
È inutile prendersi in giro. Questa è una fase difficile; c’è un male della politica italiana nel quale anche noi siamo scivolati: quello della trappola delle fasi elettorali. Il sistema dei partiti si rivolge ai cittadini normalmente quando, nelle fasi elettorali, ha bisogno di ricevere un voto. Quella è la fase meno indicata per dialogare con la politica. Con la politica si dialoga a 360 gradi in tutti gli altri momenti. L’azione politica non può essere fatta solo nelle fasi elettorali, sarebbe veramente troppo poco. Cominciamo a preoccuparci di costruire la nostra agenda politica, non andiamo a pensare all’agenda politica dei partiti. Sicuramente capiremo che l’agenda politica di una associazione comporta l’individuazione di azioni che sono diverse da quelle che possono portare avanti i partiti. I partiti è logico che medino; una associazione sui diritti, non può mediare, perché i diritti devono essere presentati con una patente di insindacabilità, di non negoziabilità. Cominciamo a crearci una nostra identità politica come associazione, a consolidarla. Questo determina la nostra agenda politica.

Ci vuole, mi sembra di capire, un nuovo incontro con la politica e con la società.
Perfetto. Arcigay ha bisogno di mostrarsi un po’ più palpabile nella società. Non lo si è solo con le manifestazioni; si diventa papabili quando la società ti vede e con delle campagne che ti riportino a comunicare con la società civile che, per esempio, riaffermino la nostra identità di famiglie. Ti vede quando tu cominci a creare dei luoghi che con la loro stessa esistenza, segnalano l’insufficienza della politica: centri antiviolenza, comunità, cooperative sociali. I luoghi fisici sono luoghi che testimoniano la presenza di una associazione nella società; la capacità di quella associazione di offrire dei servizi e l’insufficienza dello Stato rispetto a certi temi. È una base forte su cui dialogare. Poi, essere contro la dipendenza dai partiti non significa non avere relazioni con i partiti. I Partiti sono degli interlocutori come tutti ma noi non dobbiamo inseguirli, ci vengano a cercare loro. Dopodiché, non si media per carriere personali, non si media per soluzioni e interessi privati. L’Associazione lavora solo ed esclusivamente per i diritti delle persone LGBT, che siano di Arcigay o no.

Ci vuole, anche in questo, un rafforzamento dell’associazione nel territorio?
Certo. Necessitiamo di un rafforzamento e di una articolazione territoriale, che pure si è raddoppiata negli ultimi cinque anni. Però necessitiamo di riempire di senso politico e strategico questa articolazione territoriale. Noi, poi, abbiamo una articolazione di circoli affiliati, importante, che sono delle tribune eccezionali, sicuramente da rivalutare, perché in quei luoghi si intercetta una parte della popolazione LGBT vastissima che non è interessata ai temi politici. Dobbiamo invertire questo trend! La nostra presenza deve risolvere i problemi, affrontare quelli che esistono, dia accoglienza e assistenza; sia una dimostrazione concreta della capacità sociale di questa nostra organizzazione: di dare delle risposte, di farsi carico di temi che però, attenzione, l’associazione non può porsi come solutrice totale, ma che segnalino l’insufficienza, la disattenzione, l’indifferenza delle istituzioni rispetto a certe cose. Penso all’assistenza alle persone sieropositive, un problema che ha una
centralità assoluta.

Ai ragazzi che scappano o vengono buttati fuori di casa a causa della loro omosessualità; al bullismo dentro e fuori la scuola…
Questi sono temi che dobbiamo approfondire con tutti. C’è anche il problema delle transessuali con cui dobbiamo discutere e affrontare i loro problemi. A come fare in questo momento in cui nel paese c’è un’ondata di transfobia agghiacciante, terribile.

Tanti impegni, insomma, dentro e fuori Arcigay.
Questa associazione ha fatto i venticinque anni come associazione nazionale, anche questo è un aspetto su cui riflettere. Noi, effettivamente paghiamo, in modo reale, l’assenza di una comunità che c’è ma non si è consolidata. Abbiamo bisogno di fare un investimento su questo, e anche culturale. Una comunità si consolida quando si percepisce; che ha un passato. Troppa parte del mondo LGBT non ha la più pallida idea del suo passato; forse anche noi siamo stati carenti in questo. Trent’anni fa, due ragazzi, in Sicilia morirono, assassinati o suicidi, non si è mai saputo (il caso Giarre ndr.). Da questa violenza subìta è nato praticamente tutto. Allora, la rivoluzionarietà, non solo del rapporto omosessuale, della relazione affettiva omosessuale. Questa è una cosa su cui dobbiamo tornare a lavorare per restituire a questa comunità degli eroi in cui riconoscersi. Una comunità si costruisce anche così.

***

Intervista di Laura Adduci - Da Gayin.tv

L'Arcigay ha un nuovo presidente: è Paolo Patanè. L’elezione è avvenuta al termine del XIII congresso nazionale che si è tenuto a Perugia nei giorni scorsi. Il congresso ha nominato anche i nuovi organi dirigenti. Patanè ha sostituito Aurelio Mancuso come presidente nazionale, mentre il bresciano Luca Trentini prende il posto di Riccardo Gottardi come segretario nazionale. Il congresso ha inoltre eletto il nuovo consiglio nazionale, composto da 73 persone, esponenti di tutti i 46 comitati territoriali e ha riconfermato l'udinese Alberto Baliello come presidente del Collegio Garanti. Il neo presidente dell’Arcigay, Paolo Patanè, si è dimostrato molto disponibile a rispondere alle nostre domande.

È stato eletto in qualità di nuovo presidente dell'Arcigay, quali sono i suoi propositi?
La prima urgenza è interna, ovvero ricomporre immediatamente un clima di serenità in Arcigay dopo una fase dialettica dai toni inusuali. Dopo il Congresso è urgente restituire la parola al Consiglio e cominciare a lavorare. L'agenda è fittissima: dal Pride di Napoli alla condivisione con Certi Diritti , Lenford e le altre associazioni di una strategia in attesa della sentenza della Corte Costituzionale del 23 marzo. Poi c'è la questione del censimento ISTAT che apre orizzonti di iniziativa politica nuovi e su cui anche Gay.it ha lanciato un appello che ha avuto riscontri importanti. Parlo di scadenze ravvicinate su cui il Congresso ha dato mandato ad agire sin da subito con l'approvazione di specifici Ordine del giorno. Poi evidentemente vi sono tutti gli altri obiettivi definiti dal Congresso e che richiedono l'insediamento del Consiglio e della Segreteria nazionale per tradursi in iniziative concrete.

Tra gli obiettivi, anche quello di sollecitare l'introduzione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, attraverso quali iniziative intendete farlo?
Intanto è bene sottolineare che il Congresso ha confermato che il matrimonio civile e la diversificazione degli istituti familiari sono obiettivi irrinuNciabili. Io credo che si debba rilanciare l'idea che siamo famiglie,e puntare a riportare questo dato nel dibattito che attraversa la società civile. Come farlo? Campagne mirate e condivise ad esempio,e comunque capaci di riconquistare simpatia e consenso tra la gente. Poi la strategia giudiziaria va approfondita,continuando a proporla, e facendone forse il binario privilegiato in una fase dagli sbocchi parlamentari chiusi. Attendiamo la sentenza del 23 marzo con la certezza che qualunque cosa affermi,anche in negativo,non sarà la parola definitiva sull’argomento.

Secondo lei, l'UE può favorire ed accelerare il processo di crescita culturale, politica e sociale nel nostro Paese?
In generale l'internazionalizzazione delle nostre battaglie è uno degli obiettivi nuovi che Arcigay si è data ,e riceverà una delega specifica all'interno della prossima Segreteria nazionale: dunque ci crediamo. E crediamo soprattutto in una strategia diversificata che coinvolga certo l'UE e le sue Istituzioni, ma anche i mass media europei, le associazioni, i movimenti. L'Italia è inserita in un contesto di civiltà giuridica, sociale e politica di cui non può sempre fare finta di non accorgersi. Stiamo studiando gli spazi che si aprono attraverso l'introduzione del Trattato di Lisbona nel nostro Ordinamento.

In questo ambito quanto pesano le dichiarazioni da parte dei rappresentanti della Chiesa? Il ritardo dell'Italia rispetto agli altri Paesi Europei è, secondo lei, da attribuire ad una cultura cattolica bigotta?
Sicuramente, anche se va spiegato. Io sono restio a ricondurre la questione all'interno di una contrapposizione tra credenti e non credenti che rischia di coinvolgere impropriamente persone e situazioni. In realtà l'arretramento complessivo del dibattito culturale e l'uso pubblico della religione a supporto di politiche identitarie è studiato a tavolino e risponde a logiche di mero potere. Intendo dire che è solo un pretesto che poco ha a che vedere con questioni strettamente culturali o spirituali: è uno strumento di conservazione di un sistema. La paura dell'altro è parte di questo stesso sistema, evidentemente, e fonda e sostanzia politiche securitarie che ritengo molto pericolose. È chiaro in tutto questo che la gerarchia vaticana ha fatto, fa e farà scelte orientate alla conservazione del suo potere inasprendo l'uso pubblico della religione per influenzare la politica, la società civile e la cultura. È uno dei grandi problemi di questo Paese,esattamente come lo è il ruolo politico della chiesa ortodossa nella Russia post sovietica.

Arcigay, eletti presidente e segretario nazionali

Si è concluso a Perugia il XIII Congresso nazionale Arcigay.
Standing ovation per l'approdo della Binetti all'UDC.
Eletti il nuovo presidente e segretario.

Si è concluso a Perugia il XIII Congresso nazionale diArcigay, da 25 anni la maggiore Associazione lesbica e gay italiana, che conta più di 180.000 soci. Paolo Patanè Presidente e Luca Trentini segretario. All'inizio dei lavori della giornata, il congresso ha accolto con una standing ovation il passaggio di Paola Binetti, contro cui l'associazione ha in corso una causa civile per le sue affermazioni omofobiche, nel suo giusto partito, l'UDC responsabile della vergognosa votazione del Parlamento che in ottobre ha promosso la pregiudiziale contro i differenti orientamenti sessuali, paragonandoli azoofilia, incesto e pedofilia. Sono stati eletti i nuovi organi dirigenti. Il sicilianoPaolo Patanè ha sostituito Aurelio Mancuso come presidente nazionale, mentre il bresciano LucaTrentini prende il posto di Riccardo Gottardi come segretario nazionale. Patanè, primo firmatario della mozione approvata, EssereFuturo, è da tre anni coordinatore di Arcigay Sicilia e responsabile Salute. Il congresso ha inoltre eletto il nuovo consiglio nazionale, composto da 73 persone, esponenti di tutti i 46 comitati territoriali e ha riconfermato l' udinese Alberto Baliello come presidente del Collegio Garanti. Nonostante l'acceso dibattito tra le due mozioni che si confrontavano, il congresso ha approvato in maniera condivisa una serie di ordini del giorno che impegnano l'associazione in differenti priorità: un fondamentale impegno nelle politiche di prevenzione da HIV, la costruzione di nuovi strumenti di formazione e relazione per la socializzazione delle persone lgbt, la messa in rete delle buone pratiche per lo sviluppo dei comitati provinciali e dei circoli, il proseguimento della lotta contro lo sviluppo delle antiscientifiche teorie riparative, che con la collusione delle gerarchie ecclesiastiche vorrebbero riportare le persone lgbt nell' invisibilità e nella sofferenza.

Maggiori info su: http://www.arcigayverona.org

LE ATTRICI L WORD IN ITALIA!



THE Sisters Organizzano da tempo eventi per donne ( in Italia ) e ora faranno IN ESCLUSIVA e a livello INTERNAZIONALE un mega party, per la prima volta in Italia, ogni ultima domenica del mese a partire dal 28 febbraio, che si chiamerà THE PLANET girl...ad ogni serata ospiteranno una BIG di L WORD fino a fine estate con una sorpresa spettacolare!
Vedi info su facebook/the planet girl e sito http://www.theplanetgirl.it/ ( in costruzione ).

Cara amica, siamo felici di comunicarti che finalmente le attrici di L WORD verranno in Italia e ad una serie di eventi organizzati da THE SISTERS per sole donne.
IL PRIMO EVENTO DOMENICA 28 FEBBRAIO..scopri l'ospite, vai nel sito http://www.theplanetgirl.it/
o/e iscriviti al grubbo facebook/the planet girl ...potrai informarti su tutto il programma THE PLANET e ricevere gli inviti ufficiali.
Affrettati e non dimenticare che lo scopo di questa mail è UN PASSAGGIO A CATENA che ci permetterà di informare tutte nel più breve tempo possibile..le tue amiche saranno felici di ricevere questa mail e loro faranno lo stesso.

WORKSHOP: ANCHE I GAY AMANO

DOMENICA 31 Gennaio 2010 ore 21
“Anche i gay amano” è workshop in cui i partecipanti si misurano col proprio bisogno e desiderio d’amore e col rapporto che hanno con la sfera affettiva di coppia.
E’ obbiettivo dell’incontro individuare quello che può essere il proprio bisogno d’amore, ma anche quella che può essere l’eventuale difficoltà legata al vivere e allo stare in coppia.
L’esperienza è rivolta anche a single che abbiano desiderio di confrontarsi con il proprio desiderio di relazione, oppure confrontarsi con la propria preferenza a rimanere single.
Verrà lasciato spazio anche a quelle che per ognuno possono essere le diverse modalità di desiderare, cercare, costruire e vivere la coppia.
La giornata viene condotta da Ermanno Marogna che da anni offre sostegno e aiuto a persone gay, lesbiche e trans e a persone loro vicine come genitori, parenti tramite il counseling.
Collabora alla conduzione della giornata Diego Deserti del Cig di Milano.

Orario: Mattino: 10.00 – 13.00
Pomeriggio: 14.30 – 17.30

Luogo dell’incontro è Metis Africa: Via Santa Felicita 9 (zona ponte Pietra) a Verona.
Partecipanti: 10 – 14 persone.
Per la partecipazione si chiede un contributo economico per le spese di € 20,00 per l’intera giornata.

Per informazioni e/o adesioni telefonare al nr. 349 4641139 oppure scrivere a info@sostegnogay.it

BABYLON LAS VEGAS SHOW NEW LGBT DISCO & GRUPPO REBIS VERONA!

PRESENTANO : PAST TO FUTURE !

PRESSO: DISCOTECA VANILLA A NEGRAR (VERONA)
Viale Europa 7/a Negrar, Verona

Una serata immersa nel clima di Las Vegas!!

Due spettacoli Drag Queen con Babylon Boys & Girls

DJ Mr. MADS
From ROMEOS CLUB & TRAP

Art Director PINK LOGAN

INGRESSO EURO 15 (Buffet & Prima Consumazione & Guardaroba inclusi)

PROGRAMMA DELLA SERATA:ore 20.00 - Apertura Babylon con buffet ore 21.30 - Spettacolo di apertura presentato dal Pink Logan's Show Groop (PAST)

APERTURA DELLE DANZE CON CON DJ MUSICA COMMERCIALE

ore 23.00 - Spettacolo presentato dal Pink Logan's Show Groop (FUTURE)

!!!! RIAPRONO LE DANZE FINO A CHIUSURA!!!

PER INFO & TAVOLI - babylon.verona@gmail.com mailto:babylon.verona@gmail.com
cell. 340-0080746

SCARICA LA LOCANDINA DELL'EVENTO cliccando sull'immagine!!

INCONTRI DI ROLE PLAYING (gioco di ruoli) E METODO ATTIVO LGBT

Si propongono 5 incontri di ROLE PLAYING (gioco di ruolo) e metodo attivo centrati sulle tematiche LGBT (Lesbico – Gay – Bisessuale – Trans).
Durante gli incontri si affronteranno dinamiche, questioni, conflitti, luoghi comuni ed oppressioni che persone omosessuali e trans si trovano a vivere in vari contesti sociali come avviene nella scuola, nell’ambito del lavoro, in famiglia, nel gruppo di pari e in ogni ambito in cui più persone interagiscono.
Gli incontri sono aperti a tutti coloro che hanno desiderio di misurarsi in un contesto gruppale attivo e dinamico. Non serve la prenotazione e si può partecipare in modo libero a tutti o solo ad alcuni degli incontri proposti. Quello che si richiede è la puntualità.

Cos’è il role playing (gioco di ruolo) e il metodo attivo?

Il role playing (gioco di ruolo) è una modalità di essere e di agire nel gruppo che deriva dallo psicodramma di Moreno. Con il role playing non vengono messi in scena vissuti, ruoli ed aspetti personali del singolo partecipante, ma ruoli, conflitti e dinamiche sociali.
E’ una modalità di vivere il gruppo che fa leva sull’improvvisazione dei partecipanti e consente di agire, sperimentare e anche osservare i vari ruoli sociali del nostro vivere quotidiano. Il metodo attivo è un modo di vivere il gruppo che si fonda sulla possibilità di vivere vari ruoli sociali o personali e aspetti di sè, improvvisando e facendo leva su elementi come la creatività e la spontaneità nel qui e ora scenico.

Calendario degli incontri 2010:

giovedì 28 gennaio ore 21.00
giovedì 25 febbraio ore 21.00
giovedì 25 marzo ore 21.00
giovedì 29 aprile ore 21.00
giovedì 27 maggio ore 21.00

Gli incontri si tengono presso la sede Rebis di Verona – Stradone Santa Lucia nr. 17 C (a 300 metri dal cavalcavia di Viale Piave in direzione Mantova).
Il conduttore degli incontri è Ermanno Marogna che da anni conduce gruppi di sviluppo e crescita in vari ambiti.
Per la partecipazione viene chiesto un contributo volontario per l’affitto della sede Rebis.
Per informazioni telefonare al nr. 349 4641139 o scrivere una mail ad ermannovr@yahoo.it

MILK Verona Lgbt Community Center

Il MILK Verona LGBT Community Center è un circolo Arci che si trova in Via Antonio Nichesola 9 a San Michele Extra (Verona )
Vedi il nostro programma su: www.milkverona.it